La frequenza benefica dei 432hz

Da musicoterapista, leggere e sentir parlare di una frequenza musicale benefica mi ha fatto trasalire.
Ho acquistato libri e navigato in internet con lo stesso spirito avventuriero con cui Cristoforo Colombo partì alla volta delle Americhe.
Le mie ricerche però non sono state altrettanto rivoluzionarie e di certo, non mi faranno passare alla storia in alcun modo.

Di fatto ho raccolto risposte deludenti, un proliferare di pensieri ed ipotesi complottiste sull'intonazione a 440 hz, sostenute da tanto illustri quanto sconosciuti scienziati, (rigorosamente privati della loro identità), il tutto incorniciato in una serie infinita di PARE e SEMBRA.

Le tesi più fantasiose (a mio modesto avviso) risultano quelle per cui i Greci usavano strumenti intonati a 432 hz e quella secondo cui lo stesso Mozart ne aveva intuito gli effetti benefici. Forse chissà, riuscivano a tenerlo lontano dalla bottiglia.

Quest'argomentazione porta con sé delle incongruenze:

  • Antica Grecia...1000 anni avanti Cristo, a differenza di molte discipline (filosofia, scultura, letteratura) le testimonianze sulla loro cultura musicale sono riconducibili a pochi frammenti di difficile interpretazione. Notare bene: pochi frammenti di difficile interpretazione...
  • Wolfgang Amadeus Mozart, nato il 27 gennaio 1756, morto il 5 dicembre 1791
  • E infine, Heinrich Rudolf Hertz: nato il 22 febbraio 1857, morto il 1° gennaio 1894
  • Tralasciando per un attimo i Greci, tra la morte di Mozart e la nascita di Hertz trascorsero 66 anni!

Com'è quindi possibile dichiarare che il genio musicale ed i musici dell'antica Grecia potessero in qualche modo sostenere la tesi delle frequenze benefiche calcolate in Hertz?
Qualcuno potrebbe obiettare che si siano ritrovati strumenti intonati su quella frequenza e che Greci e Mozart usassero altri tipi di misurazione equivalenti ai 432 hz.

Tralasciamo nuovamente i Greci, di cui, francamente non credo siano giunti a noi esemplari di strumenti in uso all'epoca, dubito fortemente che quelli usati da Mozart (tutti rigorosamente e ovviamente acustici) abbiano mantenuto l'intonazione fino ai giorni nostri.
Per inciso, il mio pianoforte, accordato poco più di un anno fa, necessiterebbe di una bella “pettinata” da parte dell'accordatore.

In conclusione: è un dato di fatto che la musica faccia bene, che invece esista una frequenza salutare ed una nociva, è ancora tutto da provare.

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