Cambiare la scuola Italiana: un sogno?

Ebbene si, ho un sogno, anzi un Sogno.
Da anni collaboro con Scuole dell'Obbligo proponendo corsi di recitazione e musica, ed ogni anno ed in ogni gruppo classe, mi rendo conto che motivare i bambini ed i ragazzi rappresenti un'impresa a volte molto difficile.
Raccolgo resoconti di insegnanti che devono far fronte a casi sempre più numerosi di:

  • problemi connessi alla dislessia (DSA)
  • disturbi dell'attenzione
  • metodi didattici non sempre rispondenti alle necessità effettive del gruppo classe
  • scarsa motivazione allo studio

inoltre, la memorizzazione delle tabelline spesso richiede tutto il ciclo della Scuola Primaria (a partire dalla 2° elementare) e non sempre è garantito l'esito positivo.

Il ruolo di educatrice ed insegnante di musica, mi ha fatto percepire quanto bisogno ci sia di migliorare la comunicazione e l'integrazione all'interno del gruppo classe.
Oggi più che mai la vita scolastica è complicata, scarseggiano senso di appartenenza e riconoscimento, i ruoli sembrano aver perso i confini identitari.
Il disagio, troppo spesso, prende il sopravvento tra i banchi di scuola.
Partendo dall'assunto che grazie al corpo produciamo suoni che a loro volta producono emozioni, lo studio e le letture effettuate sul processo creativo, sulle intelligenze multiple, sugli aspetti terapeutici del suono e socializzanti della musica, mi ha consentito una maggiore padronanza tecnica sul piano professionale e suggerito una serie di riflessioni riguardo la valutazione dei bisogni e delle necessità non espresse dei bambini e dei giovani con cui entro in contatto quotidianamente. Indubbiamente un ristretto gruppo di giovani, che però credo possano considerarsi lo specchio dell'attuale realtà scolastica a livello nazionale.
La musica connessa alla matematica e ancora di più la body percussion, offrono aspetti didattici estremamente interessanti, sia in termini integrativi che in termini complementari.

Sogno il riconoscimento di pari dignità a tutte le materie, a partire dall'ora di musica, che da troppo tempo oramai è individuata come un'ora “persa” un'ora “inutile” destinata alla nomenclatura di eventi storici e, nelle situazioni più fortunate, all'esecuzione al flauto dolce di arie famose, molto spesso senza l'acquisizione di una chiara idea di cosa sia la notazione musicale.

Sogno di assistere all'introduzione sistematica e curriculare di tutte le attività correlate alla musica, quali ad esempio, la body percussion e l'utilizzo dei boomwhackers.
Questo sarebbe un modo per svecchiare i metodi didattici, sostenendo un tipo di sviluppo cognitivo e psichico coinvolgente per i giovani, in grado di superare i limiti della lezione tradizionale e che consenta di affrontare problemi legati ai disturbi dell'apprendimento (DSA) e dell'attenzione, secondo un criterio di condivisione da parte dell'intero gruppo classe, abbassando o annullando, dove possibile, la differenziazione didattica in alcuni casi, vissuta come precorritrice di future discriminazioni.

Sogno una Scuola che annulli la competitività del voto, in favore della collaborazione e del principio euristico.

Ritengo che possedere competenze musicali sia un patrimonio essenziale per la creazione di esperienze fortificanti che incrementano il livello di autostima e di fiducia nelle proprie capacità, sviluppando l'empatia, valorizzando il pensiero individuale ed il senso di appartenenza di cui ogni vita, ogni individuo, ha estremo bisogno.

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